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Apple Cider Vinegar e la truffa del wellness

La nuova serie Netflix, ispirata a storie reali, racconta la vita di due wellness influencer e la falsa promessa delle cure alternative

Apple Cider Vinegar e la truffa del wellness La nuova serie Netflix, ispirata a storie reali, racconta la vita di due wellness influencer e la falsa promessa delle cure alternative

Non c’è niente che i produttori di Netflix amino più dei truffatori: da Bad Vegan a serie tv come Inventing Anna, dalla cucina al mondo delle start-up, niente affascina di più della costruzione di una menzogna. La serie Apple Cider Vinegar, uscita su Netflix il 6 febbraio 2025, appare perfettamente ascrivibile a questo canone, e narra la storia di Belle Gibson (Kaitlyn Dever), un’influencer australiana divenuta famosa per aver narrato su Instagram il suo percorso di guarigione dal cancro avvenuto tramite medicine alternative e non tradizionali. Peccato che tale cancro non fosse mai esistito.

Il culto dei wellness influencer

Alternando presente e passato, la serie si concentra sulla cultura del benessere e sull’avvento dei social media, sugli influencer dediti a stili di vita pericolosi, alla disinformazione e alle relazioni parasociali. "Volevo solo dare consigli su come stare bene" dice Belle al suo crisis manager durante la seconda puntata, mentre racconta la storia dell’app che l’ha resa famosa, The Whole Pantry, che riesce a consigliarti cosa mangiare "come un’amica, più di un’amica". Tutte le ricette presenti sull’app sono rigorosamente vegane, senza zuccheri, ispirate ad una dieta paleolitica, e promettono di curare il corpo - e il cancro. Gibson costruisce la sua legittimità mescolando terminologia scientifica e una narrazione emotiva, condividendo eventi e traumi fittizi della sua vita. Apple, Cider, Vinegar riesce a restituire perfettamente cosa spinga gli utenti verso i cosiddetti wellness influencer: desiderio di appartenenza ad una comunità, frustrazioni verso il sistema sanitario - in particolare nel mondo anglosassone - e progetti di continuo auto-miglioramento personale attraverso il cibo e un approccio olistico.

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@netflixit Ma cosa c'entra l'aceto di mele con una delle più grandi truffe degli ultimi anni? @Elisa De Marco in 3 minuti ci parla di Belle Gibson, la protagonista della serie Apple Cider Vinegar, ora su Netflix! #davedere #elisatruecrime #serienetflix #bellegibson #truecrimein3minuti original sound - Netflix Italia
@mswatchmojo Kaitlyn Dever transforms into Belle Gibson for ‘Apple Cider Vinegar’ on Netflix. How did she do? #sidebyside #factvsfiction #applecidervinegar original sound - msmojo
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Niente è più redditizio della vendita del benessere

Dato che la vita trova sempre modi curiosi per sorprenderci, negli stessi giorni in cui questa serie ha debuttato su Netflix, io stavo leggendo un romanzo dal titolo Wellness, di Nathan Hill (edito in Italia da Rizzoli). L’avvento dei social network è una delle molteplici linee di connessione tra la serie di Netflix e il romanzo, ed è il titolo stesso a dare nome a ciò che ossessiona Belle Gibson e la protagonista del romanzo, Elizabeth - anche se, ovviamente, in modi differenti. Hill utilizza la storia d’amore tra Elizabeth e suo marito Jack come espediente narrativo, seguendo la loro relazione dagli anni ‘90 ad oggi, criticando vari aspetti della società americana contemporanea: la gentrificazione, le teorie cospirazioniste, gli algoritmi dei social media, il mondo accademico e l’ossessione per l’automiglioramento. L’autore descrive con cura gli studi analizzati, esplorati e sviscerati dalla protagonista, una psicologa, offrendo al lettore ciò che, invece, viene letteralmente mostrato nella serie. Proprio come per l'app The Whole Pantry, il desiderio non risiede nel miglioramento indotto da un'alimentazione "migliore", ma dalla sua idea: la cucina che Elizabeth desidera, ad esempio, è un luogo dove "tutti i piatti erano coordinati, dove non c'erano aloni di grasso su nessuna superficie [...] una cucina che sembrava progettata più per la riflessione e la meditazione che per la reale preparazione del cibo". Entrambi i prodotti fanno a pezzi l’illusione che molti, tuttora, tentano di venderci: che basti credere in qualcosa per riuscire ad avere successo, che esiste qualcosa che possa curare tutti i mali.